Con una rosa ti racconto chi sono

Le storie degli altri in scena al Teatro India nell’ambito della rassegna Roma Città Mondo

di Angela Forti

 

Sul palco del Teatro India di Roma i racconti sbocciano come fiori colorati: otto giovani attori – Salis Gode, Diallo Amadou Abdoulaye, Mary Conate, Salif Kane, Noah Kanu, Ebrima Labou, Yahya Adams, Osakwe Destiny – costruiscono lì la loro storia, pezzo per pezzo. Per prima è Manuela Peirce a raccontarci la sua, quella che si racconta sempre all’inizio, la vicenda vera e rocambolesca di una famiglia, ovvero di come ebbe inizio la migrazione. La nostra, di migrazione. Storia rocambolesca, e vera, del Novecento italiano. Di quel viaggio tanto faticoso e difficile verso l’America, verso il futuro. Processo che non smette mai, purtroppo, di ripetersi. Comincia così, come specchio che riflette il passato, Le storie degli altri, una produzione Egumteatro diretta da Annalisa Bianco con i minori non accompagnati dell’Associazione Migranti San Francesco Onlus di Monteriggioni. Comincia dalla verità.

Tuttavia, molto presto il tono si distacca per prendere una vena affettuosamente divertente; i ragazzi, uno per uno al centro del palco, in abiti casual e con grande naturalezza portano diversi racconti, i quali mettono in risalto ora una virtù premiata, ora un vizio punito: molti sono i paradossi che suscitano la risata del pubblico. Ai brevi monologhi, recitati in un italiano ancora incerto ma che si fa intendere con la propria melodia, rivolti direttamente al pubblico, si contrappongono numerose scene di gruppo in cui gli attori sviluppano azioni perfettamente coordinate, dal ritmo serrato, pervase da una forte vena comica. Brillante la scena in cui, uno dopo l’altro, a ritmo di musica, gli attori entrano sul palco per contendersi quella che sembra essere di volta in volta la giacca migliore. I narratori continuano ad alternarsi, cercano un’intimità con quel pubblico che li osserva, che timidamente avanza le proprie perplessità. È il loro atteggiamento così confidenziale e sereno che permette di abbandonare ogni incertezza, di abbandonarsi con le spalle alla poltrona e lasciarsi raccontare, godendo dello spettacolo nella sua qualità interamente teatrale.

Quello che Egumteatro ha condotto con l’Associazione San Francesco è un lavoro che cerca di far fronte a situazioni psicologicamente delicate, che deve agire sulla depressione di una comunità a cui viene impedito di perseguire i propri obiettivi originari – per lo più economici. In questo contesto la pratica teatrale si inserisce come sostegno ad un percorso sia di apprendimento – per quanto riguarda la lingua italiana, soprattutto – che di benessere dell’individuo, al quale viene concesso il confronto con una comunità di coetanei altrimenti non spontaneo e quasi impossibile – fondamentale, in questo senso, la partecipazione dei ragazzi dell’Università di Siena.

Un percorso difficile, faticoso e lento, fondato su una dimensione di lavoro prima di tutto affettiva e in cui ogni piccolo passo ha rappresentato per la regista un grande traguardo. Un risultato raggiunto con fatica ma che è tangibile sul palcoscenico de Le storie degli altri; nell’allegria e nella vitalità che i ragazzi mettono nel racconto, nel divertimento con cui gestiscono abilmente i movimenti di gruppo, con ritmo cadenzato, con grande precisione; nella loro innata “palcogenia”, come la definisce Annalisa Bianco, nel sorriso con cui donano rose alle donne presenti in platea e nella semplicità con cui continuamente si rivolgono ad un pubblico, per lo più adulto, che sanno essere, nel bene o nel male, giudicante.

Non ci viene consegnata una sofferenza – forse quella che gli spettatori si aspettavano venendo a teatro – ma i risultati di un viaggio che dalla sofferenza parte per poter giungere ad una nuova consapevolezza. Un viaggio lungo e incerto, quello di questo spettacolo “luogo di attraversamenti”, verso quegli episodi di gentilezza e amore che ci vengono raccontati, quelle “storie degli altri” che sono, o che dovrebbero diventare, presto o tardi, anche le nostre.

 

 

19 giugno 2018, Teatro India – Roma Città Mondo. Festa teatrale dell’intercultura
Le storie degli altri
regia Annalisa Bianco
con Salis Gode, Diallo Amadou Abdoulaye, Mory Konate, Salif Kone, Noah Kanu, Ebrima Labou, Yahya Adams, Osakwe Destiny, Manuela Peirce
produzione Egumteatro
in collaborazione con Associazione Migranti San Francesco Onlus (Monteriggioni)

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *