Troppo vicini, ma non vicini abbastanza

In scena al Teatro India, ad aprire la rassegna Roma Città Mondo è l’atteso Famiglia, di Fort Apache Cinema Teatro per la regia di Valentina Esposito

di Angelica Racco

 

Una richiesta rabbiosa apre lo spettacolo. L’urlo disperato di un uomo che vive con i suoi fantasmi e vuole liberarsene. Fantasmi del passato, il fantasma di suo padre. Si torna indietro nel tempo, dove tutto è iniziato, all’arcaica colpa che ha generato violenza per tre generazioni. Colpa che discende dal “nonno-Hitler”, padre-padrone autoritario, interpretato dalla rivelazione di Cannes Marcello Fonte.

Famiglia è l’ultimo spettacolo diretto da Valentina Esposito con la compagnia Fort Apache Cinema Teatro, composta in parte da ex detenuti e la cui produzione teatrale è dedicata alle problematiche sociali, in scena il 17 giugno 2018 al Teatro India di Roma.

Dodici gli attori sul palco: oltre al già citato Marcello Fonte, Alessandro Bernardini, Christian Cavorso, Chiara Cavalieri, Matteo Cateni, Viola Centi, Alessandro Forcinelli, Gabriella Indolfi, Piero Piccinin, Giancarlo Porcacchia, Fabio Rizzuto, Edoardo Timmi, Cristina Vagnoli.

Tre i temi principali: il rapporto familiare, quello complesso però, non comune, che solo chi è dentro può comprendere. Vi è poi la violenza, accompagnata dall’incomunicabilità, dall’odio, dal rancore, dal comportamento autoritario di un padre e infine la voglia e il bisogno di volersi bene a cui si rinuncia perché la realtà è dura e la violenza è il modo apparentemente più facile per superare o sviare le difficoltà.

Una regia ben equilibrata che mostra scene usuali di incontri familiari nel corso della vita: un matrimonio, un funerale e, infine, ciclicamente, un battesimo. Tutti i personaggi-attori intorno ad una tavola imbandita, l’incontro-scontro di alcuni dialetti italiani come il calabrese, il romanesco, il pugliese e le danze tradizionali popolari che colorano la scena fondata sui vestiti bianchi dei fantasmi e su quelli neri delle persone ancora vive. La famiglia, in questi contesti, è vicina fisicamente, eppure – come sottolinea una battuta centrale del testo – i componenti appaiono sempre «Troppo vicini, ma non vicini abbastanza». Qui possiamo osservare il disagio che ogni personaggio ha dentro di sé: i problemi irrisolti, i rancori di ognuno. L’apice dello spettacolo è la confessione del padre che, a causa o grazie al cancro e spinto dal fantasma del figlio perduto, riesce ad esprimere ciò che realmente ha dentro, prima di morire. Uno spettacolo basato sui contrasti: il bianco e il nero, la morte e la vita, la violenza e l’amore, che mostra quanto sia difficile comprendere e affrontare le problematiche umane. Non ultimo il contrasto generazionale, messo in scena con un escamotage di ribaltamento della prospettiva.

Ciò che interessa alla regia di Valentina Esposito (e che ci ha interessato) è di riflettere sulla negazione/distorsione agli affetti in ambito familiare. Quanto agli attori ex detenuti – che hanno provato questa negazione, per altri versi e condizioni, sulla loro pelle – possiamo dire che attraverso questo spettacolo hanno avuto la possibilità di realizzarne una ricostruzione emotiva.

Fantasmi siamo stati anche noi che abbiamo assistito alla pièce, noi accompagnati dai nostri fantasmi interiori, che applaudiamo lo spettacolo perché, in un modo o nell’altro, abbiamo qui ritrovato qualcosa.

 

 

17 giugno 2018, Teatro India – Roma Città Mondo. Festa teatrale dell’intercultura
Famiglia
Fort Apache Cinema Teatro
di Valentina Esposito
con Marcello Fonte, Alessandro Bernardini, Christian Cavorso, Chiara Cavalieri, Matteo Cateni, Viola Centi, Alessandro Forcinelli, Gabriella Indolfi, Piero Piccinin, Giancarlo Porcacchia, Fabio Rizzuto, Edoardo Timmi, Cristina Vagnoli
regista assistente Enrico Baraldi
costumi Mari Caselli
scenografia Andrea Grossi
luci Alessio Pascale
musiche Luca Novelli
fonico Maurizio Capitini
organizzazione Fabiana Reale, Martina Storani, Sofia Tremontini, Anna Maria Bertin, Giorgia Pellegrini
produzione Fort Apache Cinema Teatro
in collaborazione con Direzione di Rebibbia N.C., Tribunale di Sorveglianza di Roma, U.E.P.E. Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Roma, La Sapienza Università di Roma – Dipartimento di Storia dell’Arte e Spettacolo

 

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