Incontro con Antonio Audino: la figura del critico e l’importanza del giornalismo radiofonico

Durante il ciclo di lezioni sulla critica teatrale inserite all’interno dell’offerta formativa del Dipartimento SARAS dell’Università degli Studi di Roma Sapienza, la redazione di Le Nottole di Minerva incontra Antonio Audino, critico teatrale de IlSole24ore e giornalista radiofonico di RadioRai3. Una discussione proficua sui doveri del critico e sulle tecniche dell’informazione radiofonica.

Incontro con Michele Sciancalepore: la critica teatrale in televisione

In occasione del laboratorio di critica teatrale Nottole di Minerva, nell’offerta formativa del Dipartimento SARAS dell’Università di Roma Sapienza (progetto Per fare il teatro che ho sognato – Gut), la redazione incontra Michele Sciancalepore, autore e conduttore di Retroscena e responsabile del settore spettacoli di TV200. Alle Ex Vetrerie Sciarra, un dialogo tra riflessione e pratica sulla professione di giornalista televisivo, la traduzione del racconto teatrale sul piccolo schermo, la qualità delle relazioni umane per uno sguardo etico sul processo creativo.

Intervista ad Andrea Cosentino: il teatro dell’autore-attore

Autorialità, improvvisazione e incontro con l’altro: questo è il teatro di Andrea Cosentino, autore, regista, attore che da 30 anni calca i palchi e abita le piazze di tutta Italia, presentando al pubblico i suoi One Man Show comici. Una comicità sempre pronta a offrire una perpetua riflessione sullo stato dell’arte e su quello della società. Insignito del premio speciale Ubu 2018, Cosentino racconta la sua vita professionale, tra aneddoti e stoccate al sistema teatrale, con lacerante sincerità.

Intervista a Christina Zoniou: Un teatro dagli oppressi per gli oppressi

«Il Teatro dell’Oppresso è una tecnica teatrale, un movimento mondiale […] per gli oppressi dagli oppressi, coloro che, cioè, hanno necessità e desiderio di voler cambiare una situazione che crea disagio». Così Christina Zoniou, Visiting Professor presso l’Università di Roma Sapienza, in occasione del laboratorio «L’attore sociale. La poetica, la drammaturgia e la prassi del Teatro dell’Oppresso» definisce questa tipologia di linguaggio teatrale che, dagli anni Sessanta, agisce attraverso forme artistiche dialettiche che prevedono la diretta e concreta partecipazione del pubblico nell’azione drammaturgica.